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Dentro la Performance · Pubblicità

Ogni ottobre smettevo di correre. L’autunno scorso ho cambiato una cosa sola e sono arrivata a marzo senza fermarmi

Una donna corre all’alba lungo una strada di città in autunno, tra foglie bagnate e lampioni ancora accesi

Immagine a scopo illustrativo

«Lo so, detto da una che corre da quindici anni suona strano.»

Da marzo a settembre non salto un’uscita. Tre volte a settimana, sempre lo stesso giro: il parco, il lungofiume, la salita prima di casa. Ho provato app, tabelle e sveglie alle sei, e d’estate funziona tutto.

Poi arriva ottobre. Quando esco è già buio, l’asfalto è freddo e duro, e dopo un paio di uscite ogni passo mi sembra più pesante del giorno prima. Un’uscita saltata diventa due. Due diventano tre settimane.

Alla fine mi ero convinta che funzionasse così: in autunno si smette, a marzo si ricomincia da capo.

C’è chi corre tutto l’anno. Io, a quanto pare, non ero tra quelle.

Poi, l’anno scorso, a una corsa di quartiere ho conosciuto Marta. Ha quasi sessant’anni ed esce ogni mattina da dodici inverni di fila, con la pioggia, la nebbia o il buio.

Le ho chiesto come facesse. Lei, per prima cosa, mi ha guardato i piedi.

«Quanti chilometri hanno quelle scarpe?»

Non ne avevo idea. Tanti. Erano le stesse da tre autunni, con la suola schiacciata sul lato esterno e la tomaia ormai allargata da tutte le parti.

«In autunno l’asfalto è più duro», mi ha detto, «e una scarpa stanca te lo fa sentire a ogni passo.»

Mi ha raccontato che anche lei, anni prima, mollava a novembre. Poi aveva preso l’abitudine di cambiare scarpe a settembre, e da allora l’inverno non l’aveva più fermata.

«Queste sono le mie. Le ho prese a settembre e da allora non le ho più tolte.»

Cosa succede a una scarpa dopo centinaia di chilometri. E perché in autunno te ne accorgi di più

Un paio di vecchie scarpe da corsa consumate, con la suola schiacciata, su uno zerbino tra le foglie autunnali

Le sue erano le scarpe da corsa ad alte prestazioni di Vitelli Moda, quelle con supporto rinforzato e suola ammortizzata. Me le ha fatte provare lì, nel parcheggio, e già camminando sentivo il piede più fermo.

Sono scarpe semplici, con quello che serve: tomaia rinforzata per la stabilità, suola ammortizzata che assorbe l’impatto e mesh traspirante per far circolare l’aria.

La parte che mi ha convinta è stata la suola. Dopo centinaia di chilometri l’ammortizzazione si esaurisce, e ogni passo sull’asfalto arriva più duro. Io correvo su una suola finita da almeno un anno, e d’autunno lo sentivo a ogni uscita.

Poi la tomaia. Quando perde forma, il piede balla dentro la scarpa e si perde stabilità. Quella di queste scarpe è rinforzata, fatta apposta per tenere il piede ben saldo.

E la mesh traspirante: l’aria circola, e anche nelle uscite lunghe i piedi restano freschi.

La mia prima uscita, e la cosa che nessuno ti dice

Una donna allaccia le nuove scarpe da corsa blu con la suola arancione, seduta su una panca nell’ingresso di casa prima di uscire a correre

Immagine a scopo illustrativo

Le ho ordinate a fine settembre, mezza taglia in più come consiglia Vitelli Moda. Sono arrivate in poco più di una settimana, e quel giovedì sera ero già fuori.

Cinque chilometri, il mio giro di sempre. Comode e morbide sull’asfalto, con il piede che non balla nella scarpa anche in discesa. Quel giro l’avevo fatto mille volte, e da una sera sola potevo capire poco.

Il vero test, me l’aveva detto Marta, era arrivare a dicembre.

Con le mie vecchie scarpe il problema saltava fuori con il freddo, quando si usciva col buio e ogni scusa per restare a casa diventava buona.

«Una scarpa la giudichi quando fuori ci sono sei gradi», mi ha scritto quella sera.

Così mi sono data una regola semplice: tre uscite a settimana, sempre negli stessi giorni, fino a Natale, qualunque tempo facesse.

Per me, che ogni anno a novembre avevo già chiuso le scarpe nell’armadio, era una sfida vera.

Ecco la cosa che nessuno ti dice: una suola consumata la senti soprattutto quando fa freddo.

Così ho continuato: martedì e giovedì sera, sabato mattina con il gruppo del parco, anche con la nebbia che sale dal fiume.

E non ho dovuto aspettare molto.

A metà ottobre è successa una cosa che non mi capitava da anni.

Tre uscite a settimana, e la sera in cui me ne sono accorta

Una donna corre sotto una pioggia leggera lungo il fiume, di sera, con i lampioni accesi e le foglie gialle sui platani

Prima di arrivare a quella sera, ti racconto la routine: è la parte più noiosa, ed è anche quella che conta di più. Scarpe accanto alla porta e giacca leggera sulla sedia già dal mattino, così la sera non c’è niente da decidere.

Anche il colore ha fatto la sua parte. Tra quelli di Vitelli Moda ho scelto le blu con la suola arancione, su consiglio di Marta.

«Scegli il colore che ti fa venire voglia di uscire», mi aveva detto. Quando fuori è buio, anche un colore allegro aiuta a uscire di casa.

Con le vecchie scarpe, a ottobre, tornavo a casa con la sensazione di aver corso sul cemento. Con queste l’appoggio è più morbido, la falcata più sciolta, e a fine giro mi veniva voglia di allungare.

In pratica non ci pensavo più: scarpe, porta, giro, doccia. E a metà ottobre è arrivata la prima vera prova.

Era un martedì sera, pioveva appena, e io ero al secondo giro del lungofiume senza aver pensato nemmeno una volta a tornare indietro.

Voglio essere onesta: di propositi autunnali ne ho abbandonati parecchi, quindi quella sera non ci ho dato troppo peso.

Il giovedì dopo è successo di nuovo, e poi il sabato con il gruppo del parco. Rientravo a casa con la voglia di uscire ancora.

Uscite normali, lente, senza cronometro, e non ne saltavo più una.

Marta ha riso quando gliel’ho raccontato: secondo lei le prime settimane d’autunno decidono tutto l’inverno, e io le avevo appena superate.

Era la prima volta, in anni, che vedevo arrivare novembre senza contare i mesi che mancavano a marzo.

La mattina in cui ho capito che stavolta sarebbe andata diversamente

Una donna seduta sui gradini di una piazza dopo la corsa del mattino, sorridente, con una borraccia in mano

Immagine a scopo illustrativo

Una mattina di metà novembre mi sono seduta sui gradini della piazza sotto casa, dopo otto chilometri, e mi sono accorta che non avevo nessuna fretta di rientrare.

Da lì in poi uscire è diventato un’abitudine, anche con la nebbia o con la brina sulle panchine, quando l’unica cosa che contava era arrivare fino al ponte e tornare. E le scarpe restavano comode anche nei lunghi del sabato.

«Sei uscita anche oggi?», mi chiedeva mio marito dal divano, mezzo divertito. «Anche oggi.»

Lui era abituato a vedermi appendere le scarpe al chiodo a ottobre. Quell’autunno le trovava accanto alla porta, bagnate, pronte per il giro successivo.

Poi è arrivato il giorno che mi ha sorpresa di più: il primo sabato di dicembre, sei gradi e un vento che tagliava la faccia. Il gruppo del parco era dimezzato. Io c’ero.

Sono tornata a casa con le guance rosse e la voglia di esserci anche il sabato dopo.

A dicembre, con quel vento, per me era la prima volta.

La cosa che mi ha fatto più piacere è stata smettere di sentirmi quella che ogni anno ricomincia da zero.

Ricominciare a marzo, ogni volta con il fiato corto e le stesse settimane di fatica, pesa più di qualunque salita.

Questa sensazione, più di tutto, me l’hanno restituita le scarpe di Vitelli Moda: l’idea che si possa correre anche con il freddo, senza eroismi.

Quando se ne sono accorti anche gli altri

Due amiche corrono insieme in un parco d’autunno, ridendo, sul sentiero coperto di foglie gialle e arancioni

Immagine a scopo illustrativo

A dicembre non era più una cosa che vedevo solo io. Nel gruppo del parco qualcuno ha cominciato a chiedermi se mi stessi allenando per una gara.

Marta, che mi vede quasi ogni sabato, non è una che fa complimenti per niente.

«Allora ci sei davvero», mi ha detto un sabato mattina, quando mi ha vista arrivare al punto di ritrovo prima di lei. Detto da lei, vale quasi una medaglia.

E la cosa buffa è che mi divertivo. Le gambe avevano preso il ritmo, e le scarpe erano comode come il primo giorno.

Se devo essere sincera, è stato lì che ci ho creduto davvero: uscire a dicembre era diventato normale come a settembre.

Poi mia sorella ha visto una foto di un’uscita di gruppo e mi ha scritto: «Ma a dicembre corri ancora?». Sì, correvo ancora. E ho continuato così a gennaio e a febbraio, fino a marzo.

Gli altri vedevano solo che continuavo a esserci, settimana dopo settimana.

Per me, che ogni inverno sparivo, era già tantissimo.

È in quel periodo che ho deciso di scrivere questo pezzo, perché per anni ho provato a correre in autunno con scarpe ormai finite, e mi ci è voluto un inverno intero per capirlo.

Volevo solo tenermi stretto quello che avevo costruito d’estate.

Quindi, se anche tu ogni ottobre appendi le scarpe al chiodo, ecco perché una sconosciuta ti sta raccontando il suo inverno di corsa. Prima di rassegnarti alla pausa, forse vale la pena leggere fino in fondo.

Perché un paio di scarpe giuste ha battuto ogni buon proposito

Scarpa da corsa blu di Vitelli Moda, con suola ammortizzata arancione

Ecco cosa ho capito dopo un inverno intero: in autunno aiuta tutto ciò che rende più facile uscire di casa, e una scarpa comoda sull’asfalto freddo, pronta accanto alla porta, è la prima di queste cose.

Con una scarpa comoda, uscire costa meno fatica.

Sono scarpe con supporto rinforzato, suola ammortizzata e mesh traspirante, in taglie dalla 36 alla 45. Ecco perché, in parole semplici, con me hanno funzionato.

La tomaia tiene il piede: è rinforzata, e il piede non balla nella scarpa nemmeno in curva o in discesa. Dopo tre autunni con una scarpa che si allargava, la stabilità è stata la prima cosa che ho notato.

La suola ammortizza: assorbe l’impatto e rende la falcata più fluida, e sull’asfalto freddo di novembre si sente.

Il piede respira: la mesh traspirante fa circolare l’aria, così anche nelle uscite lunghe i piedi restano freschi.

Ti viene voglia di metterle: ci sono in nero, blu, azzurro, verde e arancione, e stanno bene anche con i jeans. Le mie ormai le uso anche per andare al lavoro.

La mia routine d’autunno è tutta qui: le scarpe stanno accanto alla porta, e tre volte a settimana esco.

Dove trovarle (e cosa comprende l’offerta di questo autunno)

Le colorazioni della scarpa da corsa Vitelli Moda: nero, blu, azzurro, verde e arancione

Nero · Blu · Azzurro · Verde · Arancione

Una nota pratica prima di scegliere. Per correre in autunno servono una suola che ammortizzi, una tomaia che tenga fermo il piede e una mesh che faccia respirare. Per averle tutte e tre basta molto meno di 150€.

Le scarpe di cui ho parlato sono le scarpe da corsa ad alte prestazioni di Vitelli Moda, con supporto rinforzato e suola ammortizzata. Vitelli Moda le vende direttamente sul suo sito, con spedizione gratuita in tutta Italia e pagamento con PayPal o carta.

In questo momento l’offerta comprende:

  • ✅ 72,95€ invece di 104,00€, direttamente da Vitelli Moda
  • ✅ Spedizione gratuita in tutta Italia, senza minimo d’ordine
  • ✅ Taglie dalla 36 alla 45 e diverse colorazioni, dal nero all’arancione
  • ✅ Reso o cambio entro 30 giorni dalla consegna, con le scarpe ancora nuove

Il mio consiglio: prendi mezza taglia in più, come consiglia Vitelli Moda per una calzata ottimale.

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Perché ne parlo proprio adesso

Una donna corre in un viale alberato nella luce del tardo pomeriggio d’autunno, tra foglie gialle e arancioni

Da quando ne ho parlato nel gruppo del parco, mi chiedono tutti la stessa cosa: che scarpe sono. La risposta è sempre quella, le scarpe da corsa di Vitelli Moda.

Se, quando apri la pagina, l’offerta d’autunno è ancora attiva, puoi prenderle a 72,95€ invece di 104,00€, con la spedizione gratuita.

Ne parlo adesso perché ottobre è il mese in cui, di solito, si smette. E il prezzo scontato fa parte dei saldi d’autunno di Vitelli Moda.

Tocca il pulsante qui sotto per vedere colori, taglie disponibili e il prezzo di oggi.

Aggiornamento: al momento in cui scrivo, sulla pagina di Vitelli Moda le scarpe costano 72,95€ invece di 104,00€, con spedizione gratuita in Italia e 30 giorni per chiedere un reso o un cambio (con le scarpe ancora nuove e le spese di reso a carico del cliente). I prezzi possono cambiare, quindi controlla sulla pagina quello di oggi.

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